Mode californiane/ Il “dominio degli orientamenti sessuali”. All’idiozia non vi è limite

La professoressa americana Jane Ward ha scritto un libro. Ai più questo nome non dirà nulla, scervellandosi di capire quale mai possa essere la materia che insegna, l’argomento del suo ultimo libro, e quante volte avrà fatto nella sua vita il bagno in déshabillé; magari non a casa sua ma nella frequentatissima spiaggia di Venice Beach. Beato chi ha visto ed ha sentore di tutte le sue forme, ricordando il suo nome e i suoi successi professionali, saprà ragguagliarci meglio sulle sue imprese, delineando un’indole creativa e piena di tabù, incentrata sullo stravolgimento degli orientamenti sessuali. Un passatempo alquanto pericoloso che ha parecchi estimatori.

Ebbene si, dimentichiamoci per una volta “dell’ideologia del gender”, ed entriamo a pieno titolo nella stagione del «dominio degli orientamenti sessuali». La docente rivoluzionaria che insegna all’università della California, (altro che i frutti della buona scuola renziana) aveva in testa un titolo per la sua opera. Utilizzato per servirsi di un messaggio diretto, semplice, liqueforme ed utile a nebulizzare ogni tipo di pensiero, che non confà alla sua sconfusionata teoria : Not Gay – Sex between straight white man. L’onda lunga del femminismo egualitario e del matriarcato americano, hanno tutta l’intenzione, scusate il gioco di parole, di cambiare genere. Si fa per dire…

Indubbiamente, non come noi lo conosciamo e dopo uno stravolgimento che è perpendicolare ad una nuova ricollocazione del Simbolismo. Fatti specie di alcune sue espressioni, male interpretate e contestualizzabili, del pensiero di Rimbaud. Una delle concezioni più note del poeta francese, sosteneva che «Il ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove». Le farneticazioni della Ward, hanno trovato un difficile appiglio, a cui aggrapparsi. Facile da vendere, troppo complicato per non capire l’esaltazione nell’espandere un ulteriore filone, della sessuologia contemporanea.

Una delle sue dichiarazioni non tradisce l’intento, rincarando la dose. A proposito del libro e della sua visione sulla neo-sessualità, del fare sesso con un altro uomo non gay, ha le idee chiare: “Un’altra tesi del libro è questa necessità di pratiche sessuali omosessuali che vengono effettuate per rafforzare realmente l’eterosessualità di chi le compie. Perché offrono l’opportunità agli uomini eterosessuali di mostrare di essere talmente in gamba da fare questo senza avere nessun tipo di conseguenza sul proprio orientamento sessuale quotidiano. Ho intervistato diversi sociologi che hanno compiuto studi su questo genere di annunci web in cui sono stati rilevati persino forti componenti omofobe, di disprezzo verso i gay e dove si fantastica di orge e gang bang con donne”.

La Prof. poteva benissimo dispensarci dalla sua ultima scoperta ribattezzata “bro job”. È impossibile accettare una tendenza che è in voga negli Stati Uniti (quest’ultima, trattasi per l’appunto di sesso, completo, tra due uomini eterosessuali), pubblicizzata moralizzando ed additando chi ha diversi orientamenti. Dopo tutto, trattasi di orientamenti e gusti personali, che nulla hanno a che vedere con le specificità degli organismi che abitano la terra. Siamo sicuri che la nostra “eroina” stia già modellando buona parte del mondo accademico, dell’esibizionismo politico ed educativo. L’ennesima “originalità” raccolta in un libro, dall’inguaribile olezzo del progressivamente innanzi, del sesso da esposizione. In attesa della prossima femme fatale, possiamo dire di essere liberi: grazie alle emozioni-verità e alla determinazione delle posizioni altrui.

Francesco Marotta

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