Lettere da Milano/ Beppe Sala e Strada aprono il tempio di Emergency

 

I milanesi e gli italiani senza una casa sono tanti. Sono quelli in brache di tela, dimenticati un po’ da tutti. Tra loro, quelli che se la passano meglio, spesso sono costretti a pagare affitti esorbitanti, oltre le loro possibilità. Una casa, degna di questo nome, sembra un’odissea ai margini dei grattacieli qatarioti e delle luci scintillanti dei locali alla moda, dai nomi naïf e dalle improbabili capacità di aggregazione. Eppure, ci sono intere aree dismesse e palazzi da risistemare, che potrebbero diventare dei possibili nuclei abitativi per gli italiani in difficoltà; permettendogli di pagare un affitto adeguato e chissà, magari un giorno di diventarne i proprietari.

Ma il “Bepin” che siede a Palazzo Marino l’è un gran furbaster e preferisce occuparsi d’altro. Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, non contento di aver lanciato nel 2016 il bando che invitava le famiglie milanesi, previo il pagamento da parte del Comune di 350 euro al mese per ospitare un migrante in casa, continua a battere su quella che è ormai un’ossessione a tutti gli effetti. Abbiamo in casa uno dei più illustri paladini “dell’ideologia dei diritti universali” in Italia, deciso a portarsi in città qualsiasi cosa che si avvicini e li rappresenti. E quei cittadini di cui parlavamo ? Cavoli loro e si arrangino. Semplicemente, non fanno parte di quel ceto borghese e godereccio che investe in una coscienza ipocrita e per bene, da sventolare ai quattro venti.

Dunque, è molto meglio dare spazio ai “Gino’s” giramondo ed alle Onlus tipo Emergency che si è vista assegnare come sede e vetrina d’eccezione una ex scuola in disuso, gentilmente concessa dal Comune. Un ritorno alle origini che di per sé, sono sempre state screditate e continuano ad esserlo. Evviva ! Ecco una casa degna di questo nome, dove sarà possibile “educare” quei cittadini così distanti dalle orazioni universaliste e dell’egualitarismo indiscriminato, intenti a recriminare, quello che dovrebbe essere ovvio.

I cari “Bepin” e “Gino’s”, pensano davvero che i milanesi e gran parte degli italiani, non abbiano capito l’intenzione di asservire la politica alla morale, compresi gli intenti individuali, servendovi del diritto e della normalizzazione della regalia che in questo caso, arriva dagli enti locali ? Dai… per dirla con Pier Paolo Pasolini che vi ha sbugiardato anni or sono, la gente ha compreso quanto «vi siete compressi fino in fondo per ogni alterità possibile» e che «i diritti civili sono in sostanza i diritti degli altri», senza piegarsi a delle logiche che sembrano incontrovertibili.

Avete fatto il possibile per inaugurare il vostro sancta sanctorum, fondato sulla giustificazione ideologica. I convitati di pietra lo ignorano e vi mandano a dire: godetevelo, finché dura !

 

(Fonte: http://www.destra.it, Francesco Marotta, 17 settembre 2017)

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