Cinema italiano azzerato senza Zalone?

Ecco il parere di Augusto Grandi dalle pagine del suo Blog Girano (http://girano.blogspot.it). Cinema, “maschere” e attori, immortalati nel tourbillon dell’egemonia culturale. La penna coi baffi che strizza l’occhio a Catherine Deneuve.

 

Checco Zalone non sforna il consueto film e il cinema italiano incassa un drammatico crollo di presenze nelle sale. Qualcuno finge persino di stupirsi. Ma come? Con tutti gli investimenti pubblici a favore del settore, i film italiani non piacciono? Eppure abbiamo grandi attrici e registe come Asia Argento, che tutto il mondo ci invidia. Così come invidia le sue sodali. Mica come quelle attricette francesi, tipo la Deneuve, che si permettono persino di scrivere una lettera pubblica in polemica con grandi colleghe come Argento o come le star americane fulminate sulla via del sesso politicamente corretto. Vogliamo mica mettere un’artista minore come Deneuve a confronto con una diva come Argento? Peccato che gli italiani, ottusi,  non si rendano conto di essere fortunati e privilegiati. E non fanno code al botteghino per vedere film caratterizzati dal più sfrenato onanismo intellettuale, rigorosamente corretto politicamente, o film dove persino il pecoreccio diventa allineato e coperto per rispettare i dettami dei critici di regime. Se poi si aggiungono i costi eccessivi per assistere a una proiezione al cinema, è chiaro che il pubblico si rifugia davanti alla TV per vedere film scaricati illegalmente o per quelli regolarmente pagati con gli abbonamenti. Peccato che i Netflix di turno siano scarsamente interessati alle opere italiane e propinino film americani a raffica. Quello che si chiama soft power ma registi e produttori italiani non lo hanno ancora capito. Ciò che è più grave è che non lo ha capito neppure chi elargisce denaro pubblico per finanziare opere autoreferenziali, viste dai soliti noti che si premiano vicendevolmente. Una compagnia di guitti che si sopravvaluta perché ottiene applausi quando sfila sul red carpet a Roma. A Roma, mica a Hollywood dove i protagonisti italiani sono del tutto ignorati. Sono finiti i tempi di Mastroianni, ora pensiamo di conquistare il mondo con Pannofino. Il tragico è che non conquistiamo neppure più l’Italia, se manca Zalone.

Augusto Grandi

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