Da Marchionne alla schizofrenia del pensiero unico

Poche righe, per dire che basta e avanza, la pazzia della sinistra con le sue manifestazioni di delirio schizofrenico. Altrettante, per dire che basta e avanza, l’idolatria liberale dei gagà di casa nostra e l’immedesimazione nei tycoons. L’attacco a Marchionne è un colpo basso da sciacalli del dolore? Ho letto il titolo e l’articolo de Il Manifesto. La foto non è il quadretto macabro degli anni di piombo, il testo è condivisibile ma, se è vero che un coccodrillo di quel tipo lo si scrive tempo prima, pubblicarlo in anticipo, è una scelta discutibile.
Ma alla sinistra come alla destra economica, interessa solo il volto dell’esecutore, molto bravo nel suo lavoro, e mai quelli di chi gli diceva cosa doveva fare. Dei disastri, dei successi “italiani” e dell’allegoria del Made in Italy nel mondo, è sempre meglio metterli su un piedistallo. Vero? Intanto, pare che la Fiat cederà in Italia ai cinesi o ai giapponesi. Intanto, in attesa che ciò si concretizzi e altro ancora, vi rifilano un calciatore che è il manager di sé stesso e anche lui è a fine corsa.
Intanto, l’altra distrazione molto più pericolosa, l’odio che trasuda per le richieste di Sovranità dei popoli che investe l’Europa, assume le sembianze di una bestia che si nascondeva dietro la bontà e l’accoglienza. Negli ultimi mesi lo stillicidio è incessante. Ma i gendarmi dell’ideologia dei diritti umani, del progressismo incartapecorito, cedono allo sconforto. Lo stesso dei tycoons, all’arancino di casa nostra.
La narrazione dei fatti e quello che accade, li sbugiarda in continuazione. E come da copione, la fanno fuori dal vaso della realtà virtuale che pre-confezionano, indistintamente: ebbene si, nella follia, sono diventati più razzisti di un suprematista dell’Illinois. Da Saviano alla Boldrini contro Salvini, dagli J.R. al botulino a quelli bacchettoni che si sollazzano a fare i millionaires da tastiera, pensando di giocare al tiro al piccione, ma che immancabilmente gli si ritorce contro.
La schizofrenia è una cosa seria. Ed è evidente che nell’accorgersi che tutto gli sta andando male, dal fallimento della società multiculturale, alle critiche nascenti alla società di mercato, dal  ritorno del localismo, alla presa di coscienza di cosa sia l’identità dei popoli, li ha resi un fenomeno patologico.
La realtà sovrasta le aspirazioni. La realtà li ha confinati ad essere i giullari in un castello di sabbia che si è già sgretolato, perché poggia le sue basi in acqua. Sono in attesa della prossima notizia da spettacolarizzare ? Si accomodino, al ridicolo non c’è mai fine.

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