La vignetta conformista di Alfio Krancic fa cilecca

 

La vignetta di Alfio Krancic uscita su Il Giornale è riprovevole. Il Manifesto di Boccasile ridisegnato con le effigie di uno skinhead, cambiando il motto con “Difendila! Da Casa Pound! “, è un insulto all’intelligenza. La tua, caro Alfio.

Attenzione, certo non per la motivazione di voler difendere l’indifendibile, sia chiaro. Ma ti pongo una domanda: perché una vignetta simile, quando l’abominio dei due iscritti a CPI, non rappresenta un intero Movimento? La spiegazione è più semplice di quello che pensiamo. Non voglio credere che tu abbia accettato degli ordini di scuderia, supinamente. Proprio tu, poi. E mica perché il taglio “satirico” e politico del quotidiano lo impongono. Mi auguro di no.

Penso però, che ci sia qualcuno che abbia tutta l’intenzione di rinfocolare la contrapposizione tra destra e sinistra, per il solito tornaconto personale: il mantenimento dello status quo. È la solita cara e vecchia storia che si ripropone, soprattutto in questo periodo. E allora, forse è il caso di porsi una seconda domanda: chi se ne avvantaggia e per quale motivo? La questione è molto più semplice di quello che pensiamo. La socialdemocrazia e la liberaldemocrazia che hanno fatto carne da macello, proprio su questa contrapposizione, sono quasi al lumicino. Ma tu lo sai benissimo.

La mia, non vuole essere una delle tante lezioncine, di cui sono bravissimi interpreti gli “Ultrà” dei due recinti di destra e di sinistra. Ahimè, è un’amara constatazione. Ma tra loro, è doveroso dirlo, non tutti si rifanno allo scempio di questa epoca così malandata. Tanto meno, accettano l’etichetta che molti gli affibbiato. Qui lo stile c’entra, eccome.

La vignetta in questione, al di là dei fatti di Viterbo, assomiglia tanto a quelle di Charlie Hebdo, Vauro e degli altri “satiri” da commedia dell’assurdo. Se la libertà di scrivere e disegnare quello che si vuole è inviolabile (logicamente, sino a quando l’insulto e la menzogna non prevaricano la verità), lo è anche il rendersi conto che l’oggetto della tua vignetta, è Casa Pound e non i due violentatori.

Ma allora, trattasi di fuoco amico? Beh, direi proprio di no. Anche perché da destra, quando ce n’è bisogno, non ascolto e non leggo mai, una critica costruttiva e argomentata. Ad essere sbagliato è il metodo della vignetta che assomiglia molto a quel tipo di arte mainstream, così deprecabile e inguardabile, per le sue contraddizioni furfanteggianti. Mi spiace Alfio, ma hai sbagliato.

Certo, te ne sei reso conto in ritardo. Scrivendo la più classica delle banalità, possiamo anche dire che tutti sbagliano, basta che se ne rendano conto. Ma mentirei prima di tutto a me ed alla stima che ho nei tuoi confronti. Non mi sono dimenticato dei momenti difficili che hai passato, per via delle tue vignette non conformiste. Ma a volte un passo indietro serve a poco, quando la frittata è fatta.

Così dicono i “duri e puri” che con il loro comportamento, in alcuni casi, fanno e dicono, l’esatto opposto. Per ciò che mi riguarda, non mi interessa. Le scuse sui social network, valgono meno di zero. Quanto, diciamolo, il voler ripagare con la stessa moneta, con il metodo inquisitorio di cui ci si ritiene essere le vittime. La questione è tutta qui.

Ma quella che era una “Voce della Fogna”, non vale più di mille Re Salomone? Dovrebbe essere così, dovrebbe…

(Francesco Marotta, Destra.it, 2 maggio 2019)

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