Sylvain Tesson, alla ricerca della Francia perduta…

…e della Francia della natura. Tesson è un wanderer, come si definisce utilizzando il soprannome di Goethe. Un escursionista solitario che ha bisogno di percorrere la strada come dell’aria che respira.
Sylvain Tesson

 

Quarantotto anni appena compiuti, geografo di formazione, viaggiatore estremo per vocazione, non aveva ancora vent’anni quando ha scoperto l’avventura del viaggio; una traversata in bicicletta del centro dell’Islanda, e da allora non si è più fermato. Il giro del mondo in bicicletta con l’amico Alexandre Poussin, la traversata dell’Himalaya a piedi, 5.000 km in cinque mesi, e poi le steppe dell’Asia, il Pakistan, l’Afghanistan, le foreste della Siberia, il percorso della ritirata di Russia di Napoleone, fino all’ultima avventura sulle tracce della pantera delle nevi… L’elenco è lungo e i suoi viaggi sempre straordinari, sfide ai confini del possibile. Raccontati in libri che hanno ottenuto i più prestigiosi premi letterari francesi, dal Premio Goncourt per il racconto del 2009 all’ultimo in ordine di tempo, il Premio Renaudot nel 2019 per La pantera delle nevi.

Ha un altro “vizio” Tesson, fin dall’adolescenza: la “stegofilia”, neologismo inventato da lui, versione francese e personale dell’urban climbing, ovvero la passione di arrampicarsi sugli edifici e fino al tetto. Con una predilezione particolare per le chiese: ha trascorso intere notti sulla flèche di Notre-Dame (a cui, dopo l’incendio del 2019, ha dedicato il suo ultimo saggio), sulla guglia di Mont Saint-Michel, sui campanili delle cattedrali di Orléans, di Reims, di Amiens… E a causa della stegofilia ha rischiato la vita, in una caduta rovinosa dall’altezza di 10 metri, il 20 agosto del 2014, scalando la facciata di una casa a Chamonix.

Sui sentieri neri

 

Sentieri Neri - ed. Sellerio

 

Mentre è in ospedale, fa una promessa a se stesso: “se ne vengo fuori, attraverso la Francia a piedi”. Così, mentre i medici gli propongono centri di riabilitazione, Sylvain Tesson parte per un nuovo viaggio, sui sentieri più nascosti e segreti, fra villaggi dimenticati: i Sentieri Neri che racconta nel libro Sur les chemins noirs, pubblicato da Gallimard nel 2016 (ed. italiana Sellerio). Perché per Tesson la passione per il viaggio solitario e per la scoperta è l’essenza stessa della vita. Ama il silenzio, la solitudine, l’altitudine, e predilige un ritorno alla natura, in luoghi lontani ma non solo. ‟Ho imparato – ha detto – che non esiste un rapporto diretto fra la distanza percorsa e l’interesse di un luogo”. Il suo viaggio nella Francia perduta lo conferma.

Le tappe di un viaggio nella Francia profonda e segreta

 

Cartina Sentieri Neri - ed. Sellerio

 

Il percorso scelto da Tesson attraversa la Francia “iper-rurale”. Un piccolomondo autentico, selvaggio e intatto, regolato dai ritmi della natura e da riscoprire. Partenza il 24 agosto: la prima parte è tutta valli e alpeggi, dal Colle di Tenda alla Val Roya, il Parco del Mercantour, la traversata del Var, il Verdon e il Plateau de Valensole blu di lavanda, il Mont Ventoux… Zero tecnologia, piccole locande, il monastero di Ganagobie, silenzi e solitudini, nel recupero di un modo di viaggiare lento e a misura d’uomo, una “cartografia del tempo perduto”. E poi la difficile traversata del cuore della Francia, i Monti del Cantal, il Massiccio Centrale, e, superata la Loira, la discesa finale verso il mare. L’8 novembre, dopo 77 giorni di cammino, Tesson arriva sulla punta estrema del Cotentin, fine del viaggio. Con la consapevolezza che la Francia più profonda, quella dei sentieri neri, esiste ancora. E il suo libro è una guida, insolita e appassionata, alla ricerca di questa Francia perduta, da riscoprire come una terra nuova, al ritmo della lentezza e nel rispetto della natura.

 

Rosalba Graglia

(https://it.france.fr/it, sezione Magazine Explore France / Personaggi /, 30 aprile 2020)

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