L’Impero dell’Islam di F.Borgonovo: una sintesi a metà dal reale significato delle parole

La Collana l’Archeometro delle Edizioni Bietti, sfodera l’ennesimo lavoro che porta in dote un consolidato bagaglio culturale e una predisposizione, all’approfondimento non conformista. Ed è proprio per questa motivazione, che andremo a recensire L’Impero dell’Islam, il Sistema che uccide l’Europa scritto dal giornalista di Libero Quotidiano Francesco Borgonovo, in uscita in questi giorni. Non potevamo non esimerci con interesse, visto il tema in questione. Interpretando però alla lettera, il possibile motivo conduttore di Bietti e di una «Società della Critica» ma, preferendo sempre di gran lunga, una comunità consapevole di sé e “Critica della Società”. Il saggio di Borgonovo è a nostro avviso, un’ottima occasione per mettere ogni tassello al proprio posto ed evitare, quanto possibile sull’argomento, inutili strafalcioni dovuti ad un immaginario che non si discosta poi di tanto, dal soggetto-titolo del libro.

Francesco Borgonovo ha deciso di analizzare in questo saggio, l’insorgere prima e la stabilizzazione poi, di due fenomeni ideologici che stanno raggiungendo il loro apice nel Terzo Millennio. Il fondamentalismo terroristico di matrice ideologico-politica, sorto dalla lotta interna all’Islam e il Capitalismo, sorretto dal liberal-progressismo. Richiamandosi al significato autentico delle parole che, in diversi punti dello scritto, sembrano delle traduzioni un tantino superficiali; l’autore cambia i due vocaboli e ce li restituisce con le fattezze di due imperi comunicanti: «l’Impero dell’Islam e l’Impero del finanzcapitalismo». Intercambiando, le principali distinzioni che intercorrono tra un Impero e l’imperialismo.

Questo ultimo, degnamente raffigurato dall’Isis e dalla sua spettacolarizzazione copia e incolla che “odora” lontano chilometri, delle tecniche e dell’occidentalizzazione di un brand che ancor prima di essere religioso, è politico e ideologico. Quella di Borgonovo è una lunga cavalcata non priva di insidie, nell’identificazione del capitalismo contemporaneo: riconoscendo, erroneamente, una sola delle appendici del capitalismo, esclusivamente tecnica e finanziaria; in uno schema che ci viene presentato (giustamente) globalizzato che «modula reti di comando». Senza mai però, dobbiamo dirlo, mettere l’accento sulle diramazioni esistenti in quasi tutti i settori della società occidentale, compresi i media e dall’unico obbiettivo che era e rimane il profitto.

La New Class descritta dall’autore non è solo di sinistra e i “New College” che insegnavano la scienza del governo che andava a braccetto con le ripetizioni sul come riuscire nella vita, eredità del “New American way of life”, riflettono in Italia il sogno berlusconiano e di Renzi, emergendo più forti di prima. A destra come a sinistra, riuscendo a ribaltare gli elementi base di una radice ed instillando cose di un’altra radice che è fittizia, dalle identiche sembianze di un culto. Quello di una società occidentale che non è per nulla europea, formata per l’appunto da soci e da CdA che non include in questa follia, solo la politica e la nostra società.

Ed ecco perché, in alcuni paesaggi del libro di Borgonovo, non capiamo fino in fondo la descrizione dei fanatici dello Stato Islamico che hanno colpito le capitali europee, riconsegnatici come appartenenti ad un “radicalismo” e all’Islam in particolare. Modificando così nel testo, il senso di un aggettivo (Agg., relativo alla radice: l’apparato radicale di una pianta. Fig., che risale alle radici, che riguarda l’intima essenza di qualcosa.) che nulla a che fare con degli ossessi. Ma che per quanto se ne dica, a rigor di cronaca è di religione islamica: alla continua ricerca quotidiana di un comodo riparo, proprio in quel dualismo immaginario, fornitogli come uno “Scontro di Civiltà”. La più grande fandonia della Storia, servita per mezzo di un ritornello sincopato dai cultori dell’islamofobia. Utile, ad alimentare le mire omicide delle schiere jihadiste, trovandosi così in possesso di un motivo in più, per ampliare e programmare i fini nefasti che tutti conosciamo.

A fungere da intelaiatura al testo, dandogli una marcia in più su cosa sia in definitiva il «pensiero unico», spiccano su tutto gli interventi del docente e filosofo francese Jean-Claude Michèa, di Guillaume Faye, alcuni passaggi del saggio Gloabal Muslim dell’orientalista e politologo Olivier Roy, e le interviste all’intellettuale Renaud Camus e allo statistico dell’infanzia Roberto Volpi. Anche qui, facendo un tantino di confusione sul senso relativo all’etimologia della famiglia che necessariamente viene accostata al matrimonio e ci riporta, alla piacevole lettura del saggio Famiglia e Società di Alain de Benoist, pubblicato dalle Edizioni Controcorrente.

L’autore, è riuscito a cogliere la scomposizione dei ruoli familiari, il predominio narcisistico che attanaglia le famiglie europee, raccontandoci con dovizia i problemi che sono correlati all’aspetto demografico. Ma è mancato purtroppo, di una analisi completa in grado di scomporre il nocciolo di quel «legame individuale, contrattuale e, nel migliore dei casi, sentimentale», che insidia le virtù della famiglia. Sempre più alle prese, con il disfacimento ed uno sradicamento senza eguali, procrastinato dalla reazione e dal progressismo. Da quell’idea di società “liquida”, descritta dal sociologo Zygmunt Bauman nella sua opera Modernità liquida di Editori Laterza, raccontataci anche sulle pagine de L’Espresso (Sigh…) e dal titolo, “La società liquida”, del 29 maggio 2015.

Tutto sommato, dalle pagine del saggio L’Impero dell’Islam, è possibile penetrare a fondo nei dettami della cultura liberal-progressista, che non sempre collimano con il pensiero e la rappresentazione fornitaci da Francesco. Nonostante tutto, è però di facile comprensione, grazie anche alla sua lettura che tale Kultur (?) de-culturata, agisce dall’alto verso il basso e mai all’inverso. Proprio all’opposto dell’ intuizione che troviamo nello scritto. E che dietro tale dottrina politica, culturale, ideale e sociale, risiede una civilizzazione capitalista e non certo, la raffigurazione di una civiltà. Nel nome del Bene e dei giusti.

 

Francesco Marotta

 

Francesco Borgonovo

L’Impero dell’Islam, il Sistema che uccide l’Europa

Edizioni Bietti, Collana l’Archeometro, 15/02/2016

Ppgg. 248 – € 15.00

 

 

 

 

 

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